Captain Fantastic

Cosa può spingere una famiglia, o meglio due persone che si amano a loro modo, a immergere completamente i loro sei (perfect number) figli in una dimensione che è priva di connessioni ma ricca di relazioni?
Forse il motivo non può esser spiegato razionalmente ma solo nei sogni (sognando di Lei) vi si può trovare un accenno o un piccolo spiraglio sull’irrazionale.
E tra una caccia al cervo e allenamenti fisici, si trova sempre il tempo di studiare il mondo standone fuori: movimenti politici, totalitarismi, letteratura, politica, teoria delle stringhe eccetera; magari di fronte a fuoco di brace in cui si comunicano liberamente e senza censure (anche il sesso) ogni pensiero. Perchè il mondo non è connessioni, non è semplice farsi vedere, o dirla alla Gandini (Videocracy): basta apparire. Il mondo è profondamente e infinitamente altro, e con ogni mezzo Captain Fantastic vuole comunicarlo, insegnarlo, tramandarlo e farlo vivere ai suoi figli.
E la morte, che è sempre vita perchè nell’essere simmetrico non v’è mai contraddizione, è il semplice fatto che porta i suoi figli a scontrarsi con il Mondo (quello vero? Chi può dirlo!).
E un semplice sfiorarsi in una piscina può portare a dichiarazioni d’Amore eterno, una banalissima cena con la famiglia può scardinare, distruggendo, le più tenaci credenze e verità della medio-borghesia americana: “Non ti ho detto di declamare tutta la dichiarazione d’indipendenza…”.
E domande imbarazzanti -cosa vuol dire stupro, papà?- appaiono normali, e naturali soprattutto, perchè lo sono realmente. Ma ancor più serena è la risposta perchè è intrisa di Verità e delle volte la Verità è più semplice da gestire proprio perchè non la si riesce a capire. Mentre nelle finzioni si vive meglio poichè sono costruzioni i cui recinti sappiamo bene quale perimetro abbiano e se vi sono spigoli.
Ma la Verità non è gestibile poichè è ficcanaso, è totale, è invadente: la Verità È mentre il mondo diviene.

Ora, è giusto isolare l’uomo dall’uomo ricacciandolo nella sua condizione primitiva, naturale? Una risposta chiara e netta, ovviamente, non la si può pretendere (e credo che sarebbe orribile anche ricerverne una).
Però, quando i sei figli sorridono (sì, semplicemente sorridono) lasciano intuire che hanno colto un significato che va al di là delle semplici parole (nessuno in quella scena parla tranne un laconico -Bye mommy!-) stando tutti vicini e compressi di fronte a un water di un aeroporto.
È un atto coraggioso  (e quindi egoistico) di un padre verso i figli ma ogni atto reale presuppone un rischio infinito quando è fatto per amore -un qualcosa di non quantizzabile-, un salto nell’ignoto che, secondo me non denota follia, bensì impegno nel creare un qualcosa di reale, un qualcosa che scioglie tutte le ansie e angosce d’irrisolutezza che questo maledetto mondo ci ha trasmesso.
La vita l’abbiamo complicata aggiungendo strati di superfluo che ogni azione sembra pesare tonnellate, come un buco nero massiccio di densità infinita ma se si ha la voglia di avere cura del circostante allora ogni azione sarà leggera e al contempo carica di senso…Insomma come tirare lo sciacquone in un bagno di un aeroporto:

 

…Now and then when I see her face
She takes me away to that special place… (SWEET CHILD OF MINE)

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