Perfetto

“La sola cosa che Dio ha creato sono i numeri Naturali {0,1,2,3,…}, mentre tutti gli altri numeri sono creazione dell’uomo.”

Due commenti all’affermazione (vera) precedente:

  • perdonate l’orribile scrittura {0,1,2,3,…}: non vuol dire nulla e quei puntini sono tremendamente non-sense ma estrememente chiari per chi pensa all’infinito come qualcosa che non termina (cosa che non è affatto vera visto che vi sono infiniti Infiniti)
  • l’ho dimenticato

Questo è un giorno perfetto non solo perché sto in riva al mio mare con il mio ottone sgangherato, che riscalda i suoi tamponi al sole, ma anche perché è ventotto, 28, 11100.
Cosa ha di particolare questo numero (ricordiamolo creato da Dio)?
Beh, è perfetto e aggiungerei anche un po’ egotista.Per definizione un numero n si dice perfetto se σ(n)=2n, dove σ è la funzione sigma che calcola i divisori positivi di un numero naturale.
Esempi di numeri perfetti: 6, 28, 496.
Più precisamente un numero perfetto è tale se è la somma dei suoi divisori propri:

  • 6=1+2+3
  • 28=1+2+4+7+14

Per inciso 3 NON è un numero perfetto.
E in questo giorno di mare (l’acqua era gelida ma un bagno ce stava tutto) tra 28 granelli di sabbia, 28 battute di My funny Valentine e 28 volte ventotto, è perfetto riferirsi alla perfezione.
Etimologicamente parlando da per-factus (participio passato di facere): esprime l’idea di compimento, di completezza.
Ecco spiegato il carattere egotista di questo numero: completo, compito.
Ma più di ogni altro aspetto è il suo esser la somma delle sue parti, le quali pesano tutte uguali e sono identiche le une alle altre che lo rende così spocchiosamente perfetto. Quanti potrebbero dire d’esser somma delle proprie parti?

Unità in cui il Tutto è uguale ad una sua Parte: definizione d’insieme infinito.
Sillogismo (buffo):

  • 28 è perfetto
  • un numero perfetto è somma delle sue parti
  • un insieme infinito è uguale alle sue parti
  • 28 è infinito.

Mi piace osservare (e allo stesso tempo mi spaventa tantissimo…In senso figurato ovviamente) che la prima idea che sorge ascoltando/leggendo “perfetto” è sempre di positività. Ma questo, a parere mio, è solo un effetto (o un accidente aristotelicamente parlando) non è un valore intrinseco.
Nel termine perfetto ci sta nulla in quanto è totale; e nella totalità non ci stanno né valori né attributi.
Ecco perchè una giornata perfetta è fatta (le famose parti di cui è costituita) di attimi di dimenticanza, di attimi di Grazia, una totalità di attimi di Grazia.
Ed ecco perchè odio ferocemente la Felicità in quanto è assoluta mancanza di Grazia. Detto in matematichese: la Felicità è un punto di equilibrio instabile.
Ci si sposta un epsilon nell’intorno della Felicità ed ecco che si cade nell’assoluta disperazione.
La Grazia è un tendere, un limite; e in questo tendere si gode e si assapora la Grazia.
Nel ricercare la Felicità si sta nel proprio piccolo intorno (matematicamente inteso), nel nostro bel cantuccio ma a vivere la Grazia, a viverla realmente sono solo quelli che rischiano di spingersi troppo lontano i quali possono eventualmente scoprire quanto lontano si possa andare.
Fortunatamente abbiamo Memoria che è quella cosa che ci permette di dimenticare e quindi assaporare la perfezione.

Ed oggi cade perfettamente a fagiuolo una canzone perfetta in una giornata perfetta di Vinicio che…Meglio fermarsi ici.

 

 

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