Sussumere

Si può scendere molto a fondo dentro se stessi e con estrema facilità tanto che non si percepisce più quale sia l’interno e l’esterno, quale sia la membrana che tiene separati senza slegare, quale sia il reale dall’irreale (o forse, dal sogno?).

Proust sosteneva che dentro se stessi è la “vera” vita mentre le relazioni, tanto quelle amicali che quelle amorose, erano soltanto delle distrazioni ma, aggiungerei io, che diventano talmente reali da venir assimilate come la sola realtà possibile e vivibile.

Eppure, fermandosi un istante (cosa impossibile sia spazialmente che temporalmente) non posso non vedere che l’unica cosa realmente esistente sono le relazioni. Nulla può esistere (ovviamente nella nostra modalità predefinita ragioniamo per induzione sulle relazioni degli altri) al di fuori delle relazioni. Fintanto che io con il mio corpo (intendo con i cinque sensi) non entro in contatto con un qualcosa, quel qualcosa non esiste per il mio mondo. Lo so, può appire molto fenomenologico come concezione, ma questo mio modo di credere il mondo conferisce un po’ di sollievo a quella che è comunemente detta aporia del nulla. Se le relazioni conferiscono esistenza alle cose, come il tanto blasonato bosone di Higgs dà massa alla materia, chi dà esistenza alle relazioni?

Forse l’esistenza è anch’essa una relazione.

E poi ci sta questo affannarsi alla ricerca di qualcosa, una corsa verso un traguardo di cui mai si potrà assaporare il gusto e goderne a pieno. La questione non è tanto se ci sia o meno questo traguardo, la questione centrale è se vi sia o meno il palio su cui concorrere per arrivare alla fine. La corsa è oppure è stata creata ad hoc?

La vita è stata complicata in un continuo crescendo di vincoli, di scadenze, di ansie, di angosce. E questo accumularsi di qualità, di specificità non sono rimaste tali ma si è giunti ad una identificazione completa e totale: la Vita è vincoli, scadenze, ansie, dolori, gioie, piaceri, eccetera.

Ma se invece le cose non stessero realmente in questo modo? Se quello che noi viviamo fosse un filtro, ben integrato e invisibile, che camuffa ciò che è davvero importante?

Cavolo! Devo andare a pagare l’affitto e a far la spesa.

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...