Ripartire

“Dobbiamo sapere, sapremo.

Questa frase detta da David Hilbert, oramai più di un secolo fa, la reputo perfetta per quanto riguarda la potenza del linguaggio nell’affermare fatti errati, e a volte peggio, falsi.

Inutile dire che Hilbert fu smentito alcuni anni dopo da Godel, ma questa è un’altra storia (forse).

La questione su cui vorrei porre attenzione è l’oggetto di cui la frase iniziale tratta e questiona: la conoscenza.

È il dovere della conoscenza, è l’obbligo della conoscenza che è sufficiente alla conoscenza stessa. Fermandosi un attimo non si può non concludere che la bellezza di questa frase risiede anche nella sua falsità. Perchè se fosse stata vera quanto sarebbe stata inutile la nostra vita e tutto quello che avremmo prodotto da lì in poi? Mentre la sua falsità in qualche modo è la nostra potenza, illusoria senza alcun dubbio, e al contempo la nostra dannazione, o per lo meno, la mia.

E così fra le pieghe del linguaggio di questa frase mi perdo e mi riperdo completamente. Non c’è nulla da sapere e questa non può essere una verità. Ma allora cosa rimane, cosa può mai restare del nostro sapere scientifico che non ha la pretesa di ergersi a verità ma che meschinamente ci plagia e segna la strada che dobbiamo seguire? Rimane ogni cosa, rimane tutto perchè rimaniamo noi intatti nei nostri desideri ma assenti nella nostra fisicità.

Di questa distruzione di corpi, di questa creazione di corpi non ne possiamo più fare a meno, semplicemente perchè siamo completamente identificati in tutto questo. Siamo sopraffatti dall’idea del consumo. Noi ci siamo creati macchine da consumo e non si può distruggere il consumo consumandolo. Nella nostra salvezza risiede solo la nostra morte. Nulla è sbagliato e tanto meno giusto. Le cose, semplicemente, sono. E questo fatto limpido, cristallino, semplice, atomico è un muro di gomma che mi manda in pappa il cervello usando le parole di Lynch.

Quindi perchè ripartire? Implicherebbe consumare tutto il passato. Falso come una verità vera, o peggio, giusta.

Mi chiedo se si possa non volere più.

dimostrazionekurtgodel

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